L’adozione di tecnologie e processi innovativi di trattamento delle scorie di combustione dei rifiuti urbani permetterà di qui a pochi anni di recuperare fino al 70% dell’alluminio contenuto in quelli avviati a incenerimento, qualcosa come 19mila tonnellate nel 2015 e 23.500 tonnellate nel 2020. Il recupero dei materiali, in luogo dello smaltimento in discarica delle scorie stimate, permetterà un risparmio di circa 155mila tep (tonnellate equivalenti di petrolio) nel 2015 e di oltre 170mila tep nel 2020; mentre le emissioni di gas serra evitate saranno pari a circa 400mila tonnellate di CO2 nel 2015 e a 440mila tonnellate nel 2020.
Sono questi i risultati principali dello studio, presentato lo scorso 4 maggio a Milano, realizzato per conto di CiAl e Federambiente dal Diiar – Sezione ambientale del Politecnico di Milano. Oltre a delineare gli scenari presenti e futuri, il rapporto rappresenta anche un contributo per favorire un’evoluzione del quadro legislativo coerente con moderni sistemi di gestione dei rifiuti al passo con i principali Paesi europei.
In apertura dei lavori il presidente di CiAl, Cesare Maffei, ha ricordato che uno dei principali obiettivi del Consorzio è la promozione in tutto il Paese della ricerca di soluzioni di trattamento e recupero complementari alla raccolta differenziata, praticabili e in grado di produrre benefici ambientali ed economici. Il direttore generale di CiAl, Gino Schiona, ha poi spiegato che “Zero discarica, 100% recupero” è uno slogan coniato dal Consorzio che ben sintetizza la visione di un sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani in grado di minimizzare, se non addirittura eliminare, lo smaltimento in discarica. Questo al termine dei vari processi di raccolta, trattamento, recupero e riciclo, valorizzando, quindi, anche le scorie post combustione che ancora oggi vanno a finire in discarica.
Per scaricare gli atti del convegno: www.cial.it