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La sostenibilità ambientale del packaging in alluminio
di Stefano Stellini – Responsabile CiAl per le Relazioni Territoriali

Sulla base di queste considerazioni possiamo affermare che la prevenzione è intrinseca nel materiale stesso, diventa cioè essa stessa componente e caratteristica fondamentale dell’alluminio.
Il ciclo di vita dell’alluminio è un ciclo chiuso, senza fine e, grazie a una crescita costante negli anni delle quantità riciclate nel nostro Paese, la disponibilità di nuova materia prima da rottame sostituisce sempre di più quella dal minerale. Analizzando le diverse azioni di prevenzione proposte per ottenere risultati significativi rispetto alla riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti, possiamo notare come l’alluminio sia particolarmente allineato a tali consigli. Ad esempio, per quanto riguarda l’ottimizzazione peso/volume, è lampante la coerenza del materiale, leggero per definizione e con esempi di miglioramento continui per quanto riguarda il design e i processi di riempimento. Un modello di riferimento in questo senso è la lattina che, allo scopo di rendere adattabili riduzioni continue dello spessore e quindi del peso, ha subito delle modifiche nel design per trovare il giusto equilibrio e conservare, a parità di volume, la stessa funzionalità di sempre.
Più in generale, se consideriamo le principali azioni indicate per diminuire la produzione dei rifiuti e, in particolare, con interventi sull’imballaggio, possiamo notare come tutte siano già state adottate dall’industria del packaging in alluminio. La facilità di compattazione dopo l’uso è una caratteristica comune a tutte le tipologie di contenitori in alluminio, ad eccezione delle bombolette spray per ovvi motivi funzionali e di prestazione. L’uso di ricariche, nel caso dell’alluminio, sarebbe un intervento contrario ai principi della prevenzione visti i settori di impiego del packaging che non sono coerenti con tale impostazione legata principalmente al settore dei cosmetici per la casa.
La riduzione dei componenti è evidente, così come la facilità di disassemblaggio degli stessi: un esempio è dato dal tubetto il cui tappo è per definizione staccato dal corpo del packaging; per quanto riguarda le bombolette la presenza del dispenser è ovviamente funzionale all’utilizzo, senza non esisterebbe, ma le tecnologie presenti sugli impianti di trattamento dei rifiuti riescono a separare agevolmente i materiali facilitandone il riciclo. La standardizzazione dei formati nel mondo degli imballaggi in alluminio è la norma: basti pensare ancora una volta alla lattina, mutata nel tempo quasi in modo impercettibile al solo scopo di favorire l’ottimizzazione del rapporto peso/volume. La standardizzazione è inoltre favorita o necessaria grazie alle tecniche di produzione immutate nel tempo e dedicate a specifici formati.
Per gli imballaggi in alluminio non è possibile poi parlare di riduzione degli scarti di lavorazione visto che questi corrispondono e ritornano ad essere materia prima nei processi in modo automatico. Per quanto concerne gli interventi sui materiali è evidente la componente di alluminio, nel packaging fatto con questo materiale, prossima al 100%; così come l’utilizzo di percentuali di materiale riciclato che cresce nel tempo e non per innovazione tecnologica ma solo per disponibilità di rottame ancora oggi non in grado di coprire il fabbisogno totale. L’azione di utilizzo di materiali compatibili al fine del riciclo, così come quella dell’utilizzo di monomateriale al fine di facilitare la raccolta differenziata, sono intrinseche nel packaging in alluminio per quanto affermato sopra a proposito della caratteristica di infinita riciclabilità del materiale.
Anche per quanto riguarda le azioni sul fronte della comunicazione si tratta di interventi ormai acquisiti dalle nostre imprese: tutti gli imballaggi riportano la marcatura per la identificazione del materiale e molto spesso indicazioni supplementari a beneficio del consumatore. Infine, vale la pena di ricordare che anche grazie alle più moderne tecniche di stampa il packaging in alluminio consente di utilizzare, anche con modalità innovative, l’intera superficie e, ovviamente, questo elimina l’esigenza di un packaging supplementare a questo scopo. Possiamo inoltre affermare che l’over-packaging nel settore degli imballi in alluminio non avrebbe alcun senso considerate le interessanti caratteristiche del materiale: brillante e gradevole al tatto.
Nell’ambito delle recenti attività di monitoraggio effettuate da CiAl presso le imprese della filiera e in generale del mercato del packaging in alluminio sono emerse alcune interessanti azioni di prevenzione come ad esempio nei settori delle bombolette, con l’impiego di materiale riciclato, in quello dei sistemi di chiusura con riduzioni di peso fino al 50%, nel settore delle lattine per bevande con ulteriori riduzioni di peso sia nel formato 33 cl classico sia nel nuovo formato sleek, oltre a importanti innovazioni nei settori del foglio sottile, delle vaschette e delle scatolette in alluminio per alimenti.
Le iniziative nell’area della Prevenzione, previste per i prossimi anni, avranno come principale obiettivo quello di accrescere la consapevolezza delle imprese Consorziate rispetto alla natura intrinseca ecocompatibile del materiale e delle diverse tipologie di packaging in alluminio. Viste le specificità del materiale e del packaging in particolare si dovrà prevedere un lavoro di posizionamento, già avviato negli ultimi anni, rispetto alle aree della compatibilità ambientale, tecnico-funzionale ed economica. Più che un lavoro di sensibilizzazione rispetto ai principi di riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti occorrerà affermare la completa coerenza del materiale ad una già intrinseca essenza di prevenzione.
L’alluminio è prevenzione e soddisfa quindi i principi sottesi alle sue definizioni.
L’evoluzione auspicata, dunque, è che l’imballaggio in alluminio contribuisca ai temi della prevenzione, e produca quindi benefici ambientali concreti e misurabili, nel momento in cui va a sostituire un altro materiale. Ovviamente assistiamo di anno in anno, grazie a innovativi accorgimenti tecnologici, a riduzioni di spessore e quindi di peso nelle diverse tipologie di packaging “tradizionale” e, nella maggior parte dei casi, con riflessi rilevanti sulle fasi dei processi produttivi e di utilizzo. In questo caso le principali innovazioni riguardano risultati legati ad una ottimizzazione del materiale impiegato con riduzione degli scarti e maggior affidabilità in termini di resistenza, minimizzando “rotture” e fermi macchina nei processi di utilizzo/confezionamento dei prodotti.
Riteniamo inoltre che gli sviluppi successivi possano riguardare un’evoluzione del packaging che preveda e favorisca il suo riutilizzo con modalità diverse rispetto alla funzione originaria attraverso un processo di transizione, sempre più pronunciato da prodotto “one way” tipico dei contenitori per bevande in altri materiali, a bene “durevole” in grado di garantire, grazie alle specificità del materiale e alla limitata se non nulla deteriorabilità, ulteriori utilizzi. In questo senso stiamo già assistendo ad interessanti evoluzioni nel settore delle lattine e in quello delle bottiglie, impiegate in nuove nicchie di mercato, nel settore dei succhi di frutta ed enologico, ove viene proposta l’opzione tappo a vite in alluminio per favorire la richiusura del contenitore e la conservazione della bevanda per un consumo differito.
È evidente, in questi casi, la possibilità di riutilizzo potendo assolvere queste tipologie di contenitori le funzioni tipiche delle borracce in alluminio.
A questo proposito nel settore del packaging in alluminio per bevande presto assisteremo all’introduzione sul mercato di un nuovo e innovativo formato “ibrido” lattina-bottiglia a cura di Rexam srl, denominato Fusion. La Fusion, conservando le caratteristiche dei formati standard della lattina come capacità, leggerezza, riciclabilità, ottimo livello di protezione e conservazione del prodotto nonché della temperatura ideale e consigliata per il consumo delle varie bevande, introduce un nuovo elemento, il tappo – sempre in alluminio, quindi da conferire con il corpo del packaging in fase di raccolta differenziata e riciclo – che offre servizi aggiuntivi a beneficio del consumatore e in termini di prevenzione anche in virtù di minore produzione di rifiuto da prodotto.
Sulla base di questi esempi evoluti e, allo scopo di accrescere la partecipazione e il coinvolgimento del settore industriale e commerciale, prevederemo un piano di attività che, attraverso incontri, eventi e l’adozione degli strumenti più coerenti e idonei alla finalità, ci permetta di veicolare i temi, gli scenari e le evoluzioni possibili del segmento in linea con la sostenibilità socio-ambientale. Riteniamo infatti utile aprire un confronto costruttivo e riflessioni sui possibili scenari con i diversi soggetti della filiera per far emergere nuove e interessanti opportunità. A questo scopo valuteremo anche la definizione di una sistematica e periodica raccolta delle iniziative di prevenzione attraverso la collaborazione con una facoltà specializzata nel settore del packaging design.
Le nuove iniziative nei confronti delle imprese rappresentano un salto verso una presa di coscienza in grado di orientare la ricerca in direzioni nuove e di effettiva crescita del settore rispetto a potenzialità forse non del tutto ancora esplorate, che andranno ad affiancare le consuete modalità operative e di monitoraggio nell’ambito dei progetti di promozione e sensibilizzazione consolidati in questi anni.
Proseguirà quindi, con modalità di carattere continuativo, l’attività di verifica e valutazione nelle aree del progetto “Prevenzione responsabile” i cui risultati, nel corso degli anni, sono stati raccolti oltre che nelle annuali edizioni della “Relazione sulla Gestione”, anche in uno spazio specifico del sito internet; le esperienze di filiera e il contributo della stessa in termini di esempi e modelli, come di consueto, troverà spazio e verrà condivisa nell’ambito dei gruppi di lavoro interconsortili e nel progetto “Pensare Futuro” di Conai.
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