SCENARIO INTERNAZIONALE

Nell’ultimo anno, nell’Europa occidentale e centrale sono state utilizzate, nella produzione di beni di vari settori industriali, circa 12,7 milioni di tonnellate di alluminio, mentre la produzione di alluminio primario ammonta a 5,2 milioni di tonnellate.

Questo significa che, senza il riciclo dell’alluminio, l’Europa occidentale dovrebbe importare circa 7,5 milioni di tonnellate di alluminio per far fronte alle esigenze dimercato.
Questa dipendenza è sostanzialmente ridotta dalla crescita delle quantità di alluminio riciclato.

Nel 2012, con l’alluminio riciclato in Europa occidentale si sono prodotti 4,7 milioni di tonnellate di semilavorati di alluminio (leghe da fonderia e alluminio per deossidazione nonché leghe da lavorazione plastica sotto forma di placche e billette) limitando così il ricorso alle importazioni a sole 2,8 milioni di tonnellate.

Il settore dell’alluminio riciclato rappresenta un comparto importante nel panorama europeo dal punto di vista economico, occupazionale e strategico; l’Italia in particolare, assieme alla Germania, è in termini produttivi prima in Europa e terza a livello mondiale, dopo Stati Uniti e Giappone.

Nell’Europa occidentale si contano 134 Fonderie, che producono leghe da fonderia e alluminio per deossidazione nonché leghe da lavorazione plastica sotto forma di placche e billette.

L’alluminio riciclato viene ottenuto dal trattamento e fusione dei rottami preconsumo (ovvero principalmente scarti di produzione) e postconsumo (ovvero beni dimessi al termine del loro ciclo di vita).

Mentre è relativamente semplice riciclare rottami di alluminio preconsumo vuoi per la relativa pulizia e certezza della loro composizione, il riciclo dei rottami postconsumo richiede processi e tecnologie particolari eventualmente preceduti da una fase di accurata selezione.

I rottami postconsumo derivanti dalla dismissione e recupero di beni a fine vita derivano da settori come quelli dei trasporti, della demolizione edilizia e del recupero dell’imballaggio; quantità crescenti oggi derivano  anche dalla recupero dei beni elettrici ed elettronici.