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Scenario Internazionale

Nel 2004, nell’Europa occidentale e centrale sono state utilizzate, nella produzione di beni di vari settori industriali, circa 12,7 milioni di tonnellate di alluminio. Attualmente la produzione di alluminio primario in Europa ammonta a 5,2 milioni di tonnellate. Questo significa che, senza il riciclo dell’alluminio, l’Europa occidentale dovrebbe importare circa 7,5 milioni di tonnellate di alluminio per far fronte alle esigenze di mercato.
Questa dipendenza è sostanzialmente ridotta dalla crescita delle quantità di alluminio riciclato. Nel 2004, con l’alluminio riciclato in Europa occidentale si sono prodotti 4,7 milioni di tonnellate di semilavorati di alluminio (leghe da fonderia e alluminio per deossidazione nonché leghe da lavorazione plastica sotto forma di placche e billette) limitando così il ricorso alle importazioni a sole 2,8 milioni di tonnellate.

Il settore dell'alluminio riciclato rappresenta un comparto importante nel panorama europeo dal punto di vista economico, occupazionale e strategico; l’Italia in particolare, assieme alla Germania, è in termini produttivi prima in Europa e terza a livello mondiale, dopo Stati Uniti e Giappone.

Nell’Europa occidentale si contano 134 Fonderie, che producono leghe da fonderia e alluminio per deossidazione nonché leghe da lavorazione plastica sotto forma di placche e billette.

L’alluminio riciclato viene ottenuto dal trattamento e fusione dei rottami preconsumo (ovvero principalmente scarti di produzione) e postconsumo (ovvero beni dimessi al termine del loro ciclo di vita).

Mentre è relativamente semplice riciclare rottami di alluminio preconsumo vuoi per la relativa pulizia e certezza della loro composizione, il riciclo dei rottami postconsumo richiede processi e tecnologie particolari eventualmente preceduti da una fase di accurata selezione.

I rottami postconsumo derivanti dalla dismissione e recupero di beni a fine vita derivano da settori come quelli dei trasporti, della demolizione edilizia e del recupero dell’imballaggio; quantità crescenti potranno derivare anche dalla recupero dei beni elettrici ed elettronici.

Il settore dei trasporti è uno dei più importanti settori applicativi dell’alluminio; a livello europeo nel 2003 sono stati usati 3,6 milioni di tonnellate di alluminio per la produzione di autovetture, veicoli commerciali, aeroplani, treni, navi. Conseguentemente il settore dei trasporti si tramuta nella maggior fonte di approvvigionamento di rottami al termine del ciclo di vita dei mezzi, tenuto conto del tempo di vita medio di questi beni piuttosto elevato. Si consideri che il 90-95% dell’alluminio utilizzato nei trasporti viene separato e riavviato a riciclo.

Il settore edile è un altro interessante settore ove esiste evidenza di un elevato tasso di separazione ed avvio a riciclo; il fattore di recupero a livello europeo è stato calcolato tra il 92 e il 98 % nonostante rappresenti meno dell’1% in peso della massa complessiva degli immobili.

L’imballaggio a fine vita è il settore dove storicamente il riciclo è prassi, anche in relazione alla presenza di direttive europee specifiche. La quantità di imballaggio in alluminio a fine vita effettivamente avviato a riciclo dipende molto dallo schema di recupero avviato a livello nazionale, e p.e. può variare a livello europeo tra il 25 e il 75%. Le lattine sono la tipologia di imballaggi più nota e riciclata, a livello europeo il tasso di riciclo di questo imballaggio dal 1991 è più che raddoppiato dal 21% al 48% del 2004.

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