Il sistema produttivo italiano, storicamente orientato ed attento al recupero dei materiali, ha sviluppato processi, tecnologie e competenze anche nel settore del riciclo dell’alluminio.
Nell’ultimo decennio la produzione italiana di alluminio riciclato è cresciuta del 64%, toccando nel 2005 le 654 mila t; questa quantità rappresenta il 77% dell’alluminio prodotto in Italia.
L’uso di alluminio riciclato rappresenta circa il 45% dell’uso totale di alluminio grezzo in Italia.
In Italia, sulla base del censimento e dei dati CiAl, al 2005 erano attive 23 fonderie di rottami di alluminio di cui 20 hanno reso disponibili i dati relativi alla quantità di rottame di alluminio riciclato.
Anche per effetto di investimenti tesi all’aumento della capacità produttiva media, le fonderie italiane hanno trattato oltre 817 mila t di rottami di alluminio.
I rottami vengono resi disponibili sinergicamente dalle imprese di raccolta, di recupero e/o commerCiAli attraverso fasi di trattamento e selezione dell’alluminio dagli altri rifiuti, con l’utilizzo di tecnologie innovative, quali i sistemi a correnti indotte (Ecs).
Le attività di trattamento, selezione e recupero dei rottami in alluminio sono sviluppate in Italia da imprese che si riconoscono a livello associativo in Fise-Assoambiente – che rappresenta a livello nazionale e comunitario le imprese che gestiscono servizi ambientali.
L'importazione di rottami di alluminio per una quota pari a ca. il 48% del potenziale produttivo installato, rende evidente la capacità d'assorbimento di qualsiasi aumento delle quantità raccolte sul territorio nazionale e destinate al riciclo.
Dal trattamento di questi rottami sono stati prodotti 654 mila t di alluminio riciclato.
Da ciò ne deriva a livello nazionale un risparmio energetico pari a 2,3 milioni di tep (tonnellate equivalente petrolio) e quindi sono state evitate emissioni serra pari a 6,5 milioni di anidride carbonica - CO2 equivalente.
Le fonderie italiane riciclano il metallo leggero con tecnologie innovative ed ambientalmente compatibili, a questo fine è utile sottolineare che estendono la pratica del recupero anche ai sottoprodotti quali le scorie saline, 7 impianti su 15 al mondo sono in Italia.
Le principali applicazioni dell’Alluminio riciclato
L’alluminio riciclato entra nuovamente nei cicli industriali per la produzione di beni che possono essere:
Il sistema di riciclo e recupero imballaggi in alluminio in Italia
All’interno del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi CiAl ha il compito di avviare a riciclo e recupero gli imballaggi in alluminio, alla fine del loro ciclo di vita, provenienti dalla raccolta differenziata fatta dai Comuni italiani, contribuendo così al recupero di una preziosa materia prima, evitando sprechi e salvaguardando l’ambiente.
Il Consorzio riunisce la filiera industriale degli imballaggi in alluminio destinati al consumo sul territorio nazionale, rappresentando sia i produttori di materia prima, sia i produttori e gli utilizzatori di imballaggi. Le imprese consorziate, pur operando in autonomia, condividono la responsabilità di ruolo e applicano i principi di efficacia, efficienza ed economicità per raggiungere insieme gli obiettivi di riciclo e recupero degli imballaggi in alluminio definiti dalla direttiva comunitaria.
Gli obiettivi generali del CiAl sono:
Nel 2005 CiAl, con la collaborazione di oltre 4.400 comuni e 41 milioni di cittadini impegnati nella raccolta differenziata, ha recuperato 37.800 tonnellate di imballaggi usati di alluminio (33.100 avviate a riciclo e 4.700 a recupero energetico) pari al 55% della quantità circolante oggi nel nostro Paese.
Lattine, bombolette spray, tubetti, contenitori per alimenti e foglio in alluminio sono stati riciclati con tecnologie all’avanguardia e risparmiando fino al 95% di energia sul processo tradizionale, dalle 23 fonderie presenti sul territorio nazionale.
Per raggiungere questi risultati il Consorzio Imballaggi Alluminio stipula apposite convenzioni con i Comuni, o con imprese da essi delegate, per l’organizzazione della raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio. I costi della raccolta sono coperti interamente da CiAl attraverso il riconoscimento di un corrispettivo prestabilito, in linea con quanto disposto nell’allegato tecnico sottoscritto da CiAl all’interno dell’Accordo Quadro fra Il Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai) e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci).
CiAl, nel rispetto del ruolo ricoperto all’interno del sistema di gestione dei rifiuti, da tempo promuove, sostiene e affianca gestori di servizi e di impianti di trattamento dei rifiuti nell’adozione di tecnologie finalizzate al recupero dell’alluminio attraverso tutte le metodologie e opzioni disponibili.
Nuove e interessanti modalità di recupero dell’alluminio si affiancano oggi alla raccolta differenziata multimateriale (sia pesante che leggera):
Al 31 dicembre 2005 le piattaforme di trattamento e conferimento concordate con i convenzionati sono 227; di queste 97 effettuano trattamenti di cernita di materiale e hanno conferito rifiuti di imballaggio in alluminio a CiAl.
Molte delle piattaforme da cui CiAl riceve i materiali sono dotate di apparecchiature idonee alla separazione dell’alluminio (separatori ECS) dagli altri rifiuti; queste piattaforme sono sostanzialmente riconducibili a due categorie:
Le piattaforme dotate di ECS individuate sono 61, alcune convenzionate direttamente con CiAl.