Il sistema di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi
La normativa vigente si fonda sul Riutilizzo, sul Riciclo e sul Recupero
dei rifiuti, oltre che sulla Riduzione della produzione e della pericolosità degli stessi: lo smaltimento è un’attività marginale, da eseguirsi solo a seguito di motivazioni tecniche irrinunciabili e non per ragioni economiche. Nella scala gerarchica della gestione dei rifiuti al primo posto troviamo la prevenzione,
al secondo il recupero e solo in casi particolari lo smaltimento.
Il recepimento delle direttive comunitarie ha, inoltre, introdotto nel nostro Paese un concetto essenziale: la gestione dei rifiuti deve conformarsi ai principi di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione e nel consumo di beni da cui hanno origine i rifiuti.
La normativa italiana disciplina in particolare gli imballaggi e i rifiuti di materiali da imballaggio quali carta, plastica, vetro, alluminio, acciaio, legno e fornisce una precisa definizione di imballaggio:
“Il prodotto, composto da materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo”.
La crescente eterogeneità delle tipologie di imballaggio ha reso necessaria una loro classificazione, che tradizionalmente si suddivide in:
- imballaggio primario o per la vendita: tutti gli imballaggi destinati alla vendita al dettaglio dei prodotti. Si suddividono, a loro volta, in imballaggio a diretto contatto con il prodotto, che ha una funzione di protezione del prodotto (ad esempio la lattina per bevande), e in sovraimballaggio, che ha invece una funzione di contenimento (un esempio è la pellicola di plastica che contiene più lattine di alluminio);
- imballaggio secondario o multiplo: utilizzato, nei punti vendita, per il raggruppamento di un certo numero di prodotti, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale al consumatore finale o che possa servire solo a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita (ad esempio il vassoio di cartoncino che raggruppa più lattine);
- imballaggio terziario o per il trasporto: utilizzato per facilitare la manipolazione ed il trasporto di grandi quantità di prodotti oppure di imballaggi secondari per evitare i danni connessi al trasporto (ad esempio il pallet su cui è possibile impilare anche 10.000 lattine di alluminio).
Dal punto di vista ambientale è possibile individuare due macro-categorie finalizzate allo smaltimento:
- gli imballaggi domestici: tutti gli imballaggi provenienti dal consumatore finale (in prevalenza primari, con frazioni di secondari e terziari);
- gli imballaggi industriali: provenienti dal circuito di produzione e distribuzione dei prodotti; sono in genere secondari e terziari, ma possono essere anche primari, come nel caso dei vuoti a rendere.
La normativa indica le seguenti modalità di gestione degli imballaggi:
- prevenzione: riduzione, in particolare attraverso lo sviluppo di prodotti e di tecnologie non inquinanti, della quantità e della nocività per l’ambiente sia delle materie e delle sostanze utilizzate negli imballaggi, sia degli imballaggi nella fase del processo di produzione, nonché in quelle della commercializzazione, della distribuzione, dell’utilizzazione e della gestione post-consumo;
- riutilizzo: qualsiasi operazione nella quale l’imballaggio concepito e progettato per poter compiere, durante il suo ciclo di vita, un numero minimo di spostamenti o rotazioni è riempito di nuovo e reimpiegato per un uso identico a quello per il quale è stato concepito;
e individua i nuovi obiettivi da raggiungere per le altre due modalità di gestione, cioè il recupero e il riciclo entro il 2008 come previsto dalla Direttiva UE 2004/12:
- recupero di almeno il 60% in peso di tutti gli imballaggi,
- riciclo dal 55% a un massimo dell’80% in peso di tutti gli imballaggi con una soglia minima per l’alluminio pari al 50%.
Il recupero include anche l’utilizzo del rifiuto “come componente di energia”, ovvero comprende la termovalorizzazione dei materiali.
Questi obiettivi vanno in qualche modo a sovrapporsi a quelli della raccolta differenziata: i comuni devono raccogliere in maniera differenziata oltre il 35% dei rifiuti nei prossimi anni.