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Il sistema di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi

La normativa vigente si fonda sul Riutilizzo, sul Riciclo e sul Recupero
dei rifiuti, oltre che sulla Riduzione della produzione e della pericolosità degli stessi: lo smaltimento è un’attività marginale, da eseguirsi solo a seguito di motivazioni tecniche irrinunciabili e non per ragioni economiche. Nella scala gerarchica della gestione dei rifiuti al primo posto troviamo la prevenzione,
al secondo il recupero e solo in casi particolari lo smaltimento.

Il recepimento delle direttive comunitarie ha, inoltre, introdotto nel nostro Paese un concetto essenziale: la gestione dei rifiuti deve conformarsi ai principi di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione e nel consumo di beni da cui hanno origine i rifiuti.

La normativa italiana disciplina in particolare gli imballaggi e i rifiuti di materiali da imballaggio quali carta, plastica, vetro, alluminio, acciaio, legno e fornisce una precisa definizione di imballaggio:
“Il prodotto, composto da materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo”.

La crescente eterogeneità delle tipologie di imballaggio ha reso necessaria una loro classificazione, che tradizionalmente si suddivide in:

Dal punto di vista ambientale è possibile individuare due macro-categorie finalizzate allo smaltimento:

La normativa indica le seguenti modalità di gestione degli imballaggi:

e individua i nuovi obiettivi da raggiungere per le altre due modalità di gestione, cioè il recupero e il riciclo entro il 2008 come previsto dalla Direttiva UE 2004/12:

Il recupero include anche l’utilizzo del rifiuto “come componente di energia”, ovvero comprende la termovalorizzazione dei materiali.

Questi obiettivi vanno in qualche modo a sovrapporsi a quelli della raccolta differenziata: i comuni devono raccogliere in maniera differenziata oltre il 35% dei rifiuti nei prossimi anni.