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Un ciclo virtuoso

Si è più volte rilevato che una delle principali caratteristiche dell’alluminio è la versatilità, per cui il metallo e le sue diverse leghe trovano impiego in una ampia gamma di settori di applicazione, dai trasporti alle costruzioni, dall’elettrotecnica all’imballaggio, dall’arredamento all’impiantistica. Per tutte queste destinazioni finali l’alluminio viene utilizzato nella realizzazione di beni durevoli, eccettuato il caso degli imballi, considerati come classificazione generale a vita breve (anche se è opportuno sottolineare che quelli in alluminio garantiscono ai prodotti confezionati un significativo allungamento dei tempi di conservazione rispetto ad altri materiali). Qualsiasi bene al termine del ciclo di vita viene dismesso ed avviato allo smaltimento, oppure in alternativa, ove possibile, al recupero ed al riciclo o riutilizzo; chiaramente, in un’economia di mercato la possibilità di recupero di un bene dismesso è direttamente legata al suo valore residuo, nel senso che tanto maggiore è quest’ultimo, tanto più forte sarà la leva per favorirne il ritorno in ciclo. Sotto questo punto di vista l’alluminio e le sue leghe sono dei materiali straordinari, in quanto possono essere riciclati indefinitamente senza apprezzabili penalizzazioni qualitative. La quasi totalità dell’energia assorbita nelle fasi di produzione primaria del metallo, per l’esattezza il 95%, viene conservata nel materiale riciclato; la produzione di un kg di alluminio di riciclo ha quindi un fabbisogno energetico che equivale solo al 5% di quello di un kg di metallo prodotto a partire dal minerale; anche per questi motivi i rottami di alluminio hanno una valorizzazione economica positiva ed è economicamente conveniente il loro recupero e riciclo.
Con queste interessanti caratteristiche si definisce così il ciclo virtuoso del metallo leggero, che viene spesso indicato come una banca di energia, in quanto conserva quella che assorbe per essere prodotto, ne fa risparmiare in esercizio e ne restituisce quando viene riciclato; il risultato finale è che il suo impiego comporta non solamente un enorme risparmio di risorse ma anche un corrispondente vantaggio ecologico, con abbattimento di emissioni rispetto alla produzione primaria e certezza di rientro nel ciclo degli usi al termine della vita del prodotto o del componente, quindi con nessun rischio di impatto ambientale.
E’ facile comprendere che l’attitudine al riciclaggio viene considerata oggi uno degli attributi di maggior rilievo dell’alluminio, con tutta una serie di stimolanti implicazioni di carattere economico, ambientale e sociale. Non è per caso quindi che, seguendo una progressione straordinaria negli ultimi decenni, nel 2005 circa il 48% di tutto l’alluminio grezzo prodotto in Europa Occidentale derivi da materiale recuperato e riciclato e che addirittura in Italia la percentuale arrivi al 77%, con andamento costantemente in crescita.
I vantaggi derivanti da questa attitudine del metallo leggero sono di tutta evidenza, come sintetizzato di seguito:

l’alluminio secondario è equivalente al metallo primario ottenuto dal minerale, anche dopo numerosi cicli di vita;

il riciclo consente: