16 aprile 2018

ARTE E RICICLO, CON CIAL E I CONSORZI ALLA DESIGN WEEK

Quest’anno CIAL partecipa alla Design Week di Milano – #Fuorisalone – aderendo e supportando due importanti progetti di Material Connexion, divenuti ormai un punto di riferimento per gli architetti e i designer di tutto il mondo:

il Materials Village e la Mostra Smart City, entrambi organizzati prsso gli spazi di Super Studio Più in Zona Tortona.

La partecipazione di CIAL a questi due importanti eventi avverrà in sinergia con gli altri Consorzi Nazionali per il Riciclo: CONAI, COMIECO, COREPLA, COREVE, RICREA e  RILEGNO.

materials vilage 2018

CONAI e i Consorzi del riciclo alla Milano Design Week con un’installazione artistica sull’economia circolare

L’installazione, a cura dell’architetto Yona Friedman e intitolata “Meuble Plus”, è realizzata negli spazi esterni di Superstudio Più e ricostruisce un ambiente urbano completamente realizzato con imballaggi riciclati e riciclabili.


Milano, 16 aprile 2018 –
E’ stata presentata oggi a Milano presso il Superstudio Più di via Tortona, 27 l’installazione “Meuble Plus”, realizzata dal designer franco-ungherese Yona Friedman, nell’ambito della mostra Smart City: Materials, Technology and People organizzata da Material ConneXion® Italia con il supporto di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e i consorzi per il riciclo degli imballaggi: Ricrea (acciaio), CIAL (alluminio), Comieco (carta e cartone), Rilegno (legno), Corepla (plastica) e CoReVe (vetro).

L’installazione mira a riprodurre un ambiente urbano, un habitat, orientato alla sostenibilità, in cui torri e unità abitative mobili, realizzate con bottiglie, lattine, vasetti, scatole, cassette, barattoli e altri contenitori che tutti noi usiamo ogni giorno e differenziamo per l’avvio al riciclo, verranno poste in un’area arricchita da vegetazione, per creare un giardino temporaneo.

Si tratta di una proposta che ha un impatto di architettura sociale e solleva la grande questione del riciclo e del riutilizzo dei materiali, invitando alla valorizzazione al termine del ciclo di vita attraverso la trasformazione in materie prime seconde, ed esprimendo con grande puntualità i concetti che possono guidare le modalità di creazione di un ambiente, smart e sostenibile, nel quale vivere.

L’installazione di “Meuble Plus” rimarrà liberamente visitabile negli spazi esterni di Superstudio Più (via Tortona, 27 – Milano) fino al prossimo 12 maggio.

Teorico della cosiddetta “architettura di sopravvivenza”, Yona Friedman si è focalizzato nelle sue opere sull’utilizzo di strutture elementari e di materiali semplici e pienamente riciclabili, dando vita a un’architettura pienamente sostenibile e partecipativa, basata sull’impegno della comunità all’autocostruzione del proprio ambiente urbano.

Il tema dell’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio, e più in generale dell’economia circolare, sarà anche oggetto di una tavola rotonda alla quale parteciperanno Conai e i Consorzi e che si terrà – sempre all’interno degli spazi di Superstudio Più – mercoledì 18 aprile alle ore 17:00. Dal titolo “Circular economy: a multi-scalar approach”, ospiterà numerosi esperti in materia provenienti dal mondo delle imprese, del design e della consulenza.

In 20 anni di attività di sostegno alla raccolta differenziata e di avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio operata da CONAI e i Consorzi, sono state avviate a riciclo 50 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, evitando l’emissione in atmosfera di 40 milioni di tonnellate di CO2 e la costruzione di 130 nuove discariche di medie dimensioni.

 Qui altre info su Smart City e Material Village

Di seguito una gallery dell’installazione. E a seguire una nota del curatore dell’opera Maurizio Bortolotti.

 

YONA FRIEDMAN: UN PROGETTO SOSTENIBILE PER LA “SMART CITY”. 

Con CONAI e i Consorzi per il Riciclo degli Imballaggi

 A Cura di Maurizio Bortolotti

Yona Friedman è diventato internazionalmente famoso per le sue idee radicali sull’architettura, soprattutto per i concetti di “architettura mobile” e di “città spaziale” e per le sue idee di sviluppo di un’architettura sostenibile, basata sulla partecipazione degli abitanti alla realizzazione della città. La sua concezione dell’architettura, da cui hanno preso ispirazione generazioni di architetti, negli ultimi anni si è focalizzata sull’uso di strutture elementari, basata su un’ampia gamma di moduli costruttivi ed aperta all’impiego di materiali semplici e riciclabili.

Per la mostra Smart City: Materials, Technology and People organizzata da Material ConneXion® Italia, Friedman ha sviluppato un progetto che fa una sintesi delle sue idee nel riuso dei materiali di scarto e riciclati. Sin dai primi anni Settanta, quando cominciò a farsi strada l’esigenza di una civiltà contemporanea che non poteva più fondarsi sullo spreco di materie prime e basilari, Friedman ha teorizzato nel suo lavoro il riuso dei materiali, soprattutto a partire della sua visione di un’”architettura di sopravvivenza”.

Per la mostra Smart City: Materials, Technology and People Friedman ha ideato un progetto “site specific” nel cortile d’ingresso di “Superstudio Più”, in collaborazione con CONAI e Consorzi. I sei materiali di imballaggio alla base della nostra vita quotidiana, plastica, acciaio, alluminio, carta e cartone, legno e vetro, oggi al centro di tutti i progetti di riciclo, verranno utilizzati per realizzare alcuni suoi concetti architettonici. Infatti, Friedman ha pensato un’opera dal titolo Meuble Plus, ispirata dalla condizione dei rifugiati, da realizzarsi con i materiali da riciclo. Si tratta di un’installazione volta a realizzare un Habitat, in cui torri e unità abitative mobili, realizzati con bottiglie, lattine, vasetti, scatole, cassette e barattoli, contenitori che tutti noi usiamo ogni giorno e differenziamo per l’avvio al riciclo, verranno posti in un’area arricchita da vegetazione, per creare un giardino temporaneo. È una proposta, quella di Friedman, che ha un impatto di architettura sociale e solleva la grande questione del riuso e del riciclo dei materiali, nella prospettiva di una civiltà sempre meno dedita al consumo fine a se stesso e più attenta ai problemi basilari delle persone e dell’ambiente in cui viviamo.

L’architettura, secondo Friedman, deve rispondere alle necessità basilari dell’uomo e dev’essere in sintonia con una vita all’interno di una comunità. E dev’essere basata su un’idea di comunicazione. In questa idea di un’”architettura della comunicazione” i materiali riciclabili sono comunicativi in quanto possono essere riutilizzati in un processo praticamente senza fine per costruire e rimodellare l’ambiente dove viviamo.

Friedman ci mostra come produrre nuovi concetti architettonici con l’uso di questi materiali per un tipo di habitat orientato alla sostenibilità. Per un pianeta sempre più sottoposto a grandi trasformazioni ambientali, che influenzano anche i flussi migratori, il riuso dei materiali nel lavoro di questo grande architetto esprime con grande puntualità concetti che possono guidare le modalità di costruzione nella prospettiva della creazione di un ambiente nel quale oggi vivere.

Ed è proprio questa una delle mission di tutela ambientale su cui è improntata l’attività di CONAI e i Consorzi per il Riciclo degli Imballaggi – Ricrea (acciaio), Cial (alluminio), Comieco (carta/cartone), Rilegno (legno), Corepla (plastica), Coreve (vetro): l’educazione dei cittadini ad una corretta raccolta differenziata dei 6 materiali di imballaggio di acciaio, alluminio, carta e cartone, legno, plastica e vetro, che possono tornare a nuova vita grazie al riciclo. Oggi, la grande missione di CONAI e i Consorzi è quella di creare una nuova filosofia del consumo e del riuso dei materiali primari che incontriamo nella nostra vita di tutti i giorni. In un senso più allargato, questa filosofia è indirizzata alla costruzione dell’ambiente del futuro, che non è solo un luogo astratto, ma popolato dalle persone che abitano il pianeta.

Perciò, è sembrato puntuale l’incontro di CONAI e Consorzi con il lavoro fatto in architettura  da Yona Friedman; che fin dagli inizi degli anni Settanta, con la sua idea di un’”architettura della sopravvivenza”, ha promosso il valore della sostenibilità nell’agire umano e nella sua azione di trasformazione dell’ambiente. Con tutte le complesse questioni economiche e sociali che si legano ad essa.

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