TARIFFA RIFIUTI PUNTUALE, DOVE E COME SI APPLICA.

La rivista on line Eco dalle Città ha realizzato un’analisi sulla tariffa rifiuti puntuale, portando degli esempi italiani ed esteri sulle modalità di applicazione. Nel nostro Paese, Trento, Treviso e Parma sono i centri urbani più grandi che hanno provveduto all’adeguamento. 

Ecco l’articolo del giornalista Giuseppe Iasparra. 

Nel 2013 Trento, nel 2014 Treviso, nel 2015 Parma. Latariffazione puntuale in Italia prova a diffondersi anche nei centri urbani più grandi. Tuttavia, c’è chi ritiene che nelle grandi aree metropolitane è complicato introdurre un sistema che permetta di far pagare ai cittadini una somma proporzionale ai rifiuti prodotti. «Con l’esperienza di Trento – sottolinea Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente – si rompe il muro del “non si può fare la tariffazione puntuale nelle grandi aree urbane”. La città veneta dimostra che una volta messa in campo la raccolta domiciliare spinta è possibile fare anche il sistema di tariffazione puntale famiglia per famiglia». 

Treviso
A Treviso la nuova tariffazione puntuale è partita lo scorso luglio. Nella città veneta si misurano gli svuotamenti di tutte le utenze della città, comprese le zone ad alta densità abitativa (condomini e centro storico). In che modo? «Attraverso il proprio contatore dei rifiuti: il bidoncino del rifiuto residuo» spiega Paolo Contò, direttore del Consorzio Priula e del Consorzio TV3. «Ognuno deve avere il proprio servizio individuale. Per far ciò – sottolinea Contò – occorre dotare gli utenti di contenitori di dimensioni variabili a seconda delle situazioni abitative». A Treviso, infatti, contenitori, frequenze e modalità di raccolta vengono adattate per rispettare le caratteristiche urbanistiche e architettoniche. Nel caso delle situazioni complesse sono state individuate «soluzioni specifiche per i condomini che hanno problemi di spazio e per i luoghi di interesse storico culturale in modo da rispettare il decoro urbano». Si tratta di un modello di raccolta porta a porta individualizzato che, nei casi complessi, prevede l’uso di contenitori impilabili a volumetria ridotta (30 litri). «Laddove questo non bastasse – aggiunge Contò – ci sono servizi aggiuntivi implementati attraverso un mezzo mobile di raccolta, l’Ecobus: una sorta di autobus con fermate nei punti più densamente popolati, dove gli utenti possono conferire i rifiuti». Ma come avviene la misurazione e il calcolo della tariffa? Su ogni contenitore del rifiuto secco è installato un transponder. Il codice univoco contenuto nel transponder viene letto tramite un dispositivo dove vengono registrati anche la data e l’ora dello svuotamento. Per quanto riguarda il costo della tariffa, invece, «il 60% è calcolato su una quota fissa in base al numero di componenti del nucleo familiare. Il 40% del costo – aggiunge il direttore del Consorzio – è invece indicizzato sul servizio, vale a dire sugli svuotamenti». 

Parma
Il 2015 dovrebbe essere l’anno di Parma. Come annunciato nei mesi scorsi, anche nella città ducale partirà l’applicazione della tariffazione puntuale. Il nuovo sistema, presentato dalla Giunta comunale, è già in fase sperimentale. Dallo scorso novembre, il modello è stato avviato a partire dal centro storico, dove sono già stati consegnati ai cittadini i sacchetti dell’indifferenziato dotati di microchip. Questi ultimi, serviranno per la misurazione del numero dei conferimenti che avverrà tramite la lettura del supporto digitale collocato sui sacchetti. Dopo il centro storico, si passerà progressivamente alle altre zone cittadine con la misurazione, in questo caso, dei contenitori grigi dotati di microchip. Tutto il sistema dovrebbe essere a regime nella seconda metà del 2015. “I nostri modelli – ha sottolineato l’assessore comunale all’Ambiente, Gabriele Folli – sono stati approvati anche dall’Agenzia regionale e probabilmente verranno presto adottati anche in altre città capoluogo quali Piacenza e Reggio Emilia”. 

Monaco, Berlino e Zurigo: diversi criteri di misura
Ma all’estero? La tariffazione sul rifiuto residuo è molto diffusa nei paesi mitteleuropei (Germania, Austria, Svizzera), incluse le grandi aree urbane. È il caso di Monaco e Berlino, in Germania, dove le tariffe per la raccolta del rifiuto residuo variano a seconda del volume dei contenitori e delle frequenze della raccolta (settimanale oppure bisettimanale). Il calcolo della tariffa avviene, inoltre, per la raccolta dell’organico a seconda della volumetria e della frequenza di passaggio. Volumetria e frequenza, tuttavia, non sono l’unico criterio di misura possibile. Esiste anche la modalità del “sacco prepagato”. È il caso di Zurigo (395.000 abitanti, cantone svizzero tedesco) dove non ci sono cassonetti stradali ma dove ogni condominio o utente deve esporre in strada, in base al giorno stabilito, i rifiuti indifferenziati nello speciale “Züri-Sack”: un sacchetto che si acquista al supermercato, il cui prezzo varia a seconda della sua grandezza. 

Uno sguardo a Kansas City

A chiudere questa carrellata, l’esempio di Kansas City (467.000 abitanti), città statunitense che ha adottato un sistema di tariffazione puntuale a metà tra la misura delle frequenze e il sacco prepagato. Gli abitanti di Kansas City (come illustrato in una presentazione di ESPER, Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti), possono buttare via fino a due sacchi di spazzatura a settimana che sono inclusi nella tassa comunale. Chi avesse bisogno di un sacchetto aggiuntivo, a Kansas City, può acquistarlo al prezzo di un dollaro presso i rivenditori locali.

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